Venini, i vasi “opere d’arte”

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L’azienda nasce nel 1921 con Paolo Venini e l’avvocato Giacomo Cappellin “Vetri Soffiati Cappellin Venini & C.”, un progetto ambizioso di cui l’artista veneziano Vittorio Zecchin entra immediatamente a far parte, in qualità di Direttore artistico.

Nel 1922 aprono i primi negozi a Venezia e a Parigi esponendo alla XIII Biennale di Venezia un “lampadario” .

Nel 1923 VENINI riceve la Grande Medaglia d’oro presso L’Esposizione Internazionale delle Arti Decorative di Monza, futura Triennale di Milano. Le forme e i colori dei vetri esposti in questa occasione segnano un punto di rottura e una rivoluzione per il mondo del vetro. Apre il Negozio in via Montenapoleone a Milano.

Fino al 1927 si presentano a tutte le Biennali esponendo sempre delle novità, fino ad arrivare nel 1928 ad introdurre una straordinaria novità nel mondo della Fornace: il “pulegoso”, vetro caratterizzato dall’inclusione di migliaia di bolle d’aria.
A questa innovazione si aggiungono opere monumentali, mai realizzate in vetro, come la grande fontana per la Quadriennale di Roma e la famosa statua di Josephine Baker, per l’Hotel Excelsior del Lido Venezia.

Andiamo avanti fino al 1972 dove un terribile incendio distrugge gli uffici della VENINI nel mese di ottobre. Finisce in cenere la maggior parte di campioni e prototipi.

Nello stesso anno nasce una nuova collaborazione con i due artisti svedesi Ove Thorssèn e Birgitta Karlsson.

Nel corso degli anni Venini realizza sempre più prodotti all’avanguardia e di alto design diventando ambasciatore del Made in Italy e della cultura vetraria.

Una storia artiginale dal 1920 ad oggi.

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